Lumache: buone sulla pelle, buone nello stomaco.

Lumache: buone sulla pelle, buone nello stomaco.

             

Gli allevamenti di lumache non producono reflui o emissioni inquinanti: il contributo all’effetto serra è bassissimo, così come l’impatto ambientale. Possono essere alimentate con scarti vegetali, hanno un effetto benefico su terreno ed ecosistemi naturali. 

Una volta cotte, le carni risultano tenere e delicate. Estremamente versatili, si sposano bene a diversi ingredienti: dal classico burro, prezzemolo e aglio a sughi più elaborati. Sono ottime in umido e in tempura.

Le carni sono magre, ricche di proteine e difficilmente contengono tracce di farmaci.  Sono ricche di acidi grassi polinsaturi, utili a contrastare il colesterolo cattivo (LDL) e povere di grassi saturi. Ottima fonte di vitamina B12, ne contengono più delle carni rosse.

La prima traccia di quanto fossero apprezzate in passato risale all’impero romano con il De Re Coquinaria di Apicio. Piatti a base di lumache sono presenti nei volumi su cui basa la nostra cultura gastronomica come “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” di Pellegrino Artusi, “L’arte di utilizzare gli avanzi della mensa” di Olindo Guerrini o “Il cucchiaio d’argento” e ogni regione italiana possiede almeno un piatto di lumache.

 

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